Comune di Ficarolo

Provincia di Rovigo

I ragazzi incontrano Lia Hajon

Comunicato stampa non datato

Il Comune di Ficarolo ha accolto gli studenti delle classi seconde e terze della scuola media "Anna Frank", che ospita ragazzi dai paesi di Ficarolo, Salara e Gaiba, nell'intento di approfondire e conoscere una parte drammatica della nostra storia moderna: l'internamento di famiglie ebree.
Nei giorni scorsi i ragazzi hanno partecipato ad un incontro con testimoni viventi dell'internamento di famiglie ebree straniere, evento che ha interessato anche la comunità di Ficarolo. Ad accogliere i ragazzi erano presenti il primo cittadino Antonella Mantovani e il vice sindaco Gianfranco Berveglieri oltre ad alcuni consiglieri comunali. È stato Luciano Bombarda, dell'associazione culturale "Il Fiume" di Stienta, a coordinare l'incontro.
A Ficarolo, ai tempi della seconda guerra mondiale, erano alloggiate coattivamente, come in altri paesi del Polesine, alcune famiglie ebree provenienti da stati europei invasi dai nazisti: i Zamojra dalla Germania, i Caro dalla Turchia, i Mevorak e gli Hajon dall'ex Jugoslavia. È stata proprio Lia Hajon, nata a Zagabria e attualmente residente ad Amsterdam (Olanda), a portare la propria testimonianza. Aveva circa 13 anni quando, insieme alla famiglia, venne confinata a Ficarolo il 4 novembre del 1941.
"Ho sempre desiderato di ritornare a Ficarolo prima di morire" ha esordito la signora Hajon, che ha raccontato con mente lucida e un italiano pressoché perfetto la sua drammatica esperienza, con un'adolescenza intrecciata di paura e terrore, segnando indelebilmente la sua vita, ancora oggi infatti vive freneticamente. Tanti i ricordi, le immagini e le persone impresse nella sua memoria che Lia ha trasmesso ai ragazzi, che sono rimasti a lungo in silenzio, sconcertati e nel contempo molto interessati.
Al termine dell'incontro i ragazzi hanno posto alcune domande alla signora Lia, che al termine dell'intervento ha lanciato un'esortazione ai giovani: "Dobbiamo imparare che siamo tutti uguali, senza distinzioni, siamo tutti liberi e tutti uguali".
Durante la mattinata erano presenti anche diversi ficarolesi, per lo più persone anziane che in quegli anni hanno avuto rapporti di amicizia con queste famiglie di ebrei internati, mantenendo vivo il ricordo, come del resto anche Lia, che li ha chiamati per nome uno ad uno, dimostrando come è possibile conservare il valore positivo delle cose, nonostante la situazione estremamente drammatica.
È stata un'iniziativa molto importante, un'occasione pressoché unica per i ragazzi, che hanno potuto entrare personalmente nella storia, in una parte del nostro passato così triste, così tragica ma che ha toccato direttamente le nostre comunità, lasciando un segno che deve rimanere indelebile nella memoria dei giovani, affinché vicende simili non abbiano a ripetersi mai più.

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