ALLA
CONFERENZA DEI SINDACI
PROTOCOLLO
D’INTESA PER LA MESSA
IN RETE DI UN
PORTALE GIOVANI
PREMESSO CHE
II Consiglio Europeo di Lisbona,
nel marzo 2000, ha
assunto precisi obiettivi per realizzare la società dell'informazione: la
provincia di Rovigo per le sue caratteristiche culturali, sociali, economiche,
è senz'altro un laboratorio d'eccellenza per questo processo che esalta le
potenzialità partecipative delle rappresentanze sociali e del singolo
cittadino.
Tra gli strumenti essenziali di
questa strategia si collocano i Portali Giovani della Regione e degli Enti
Locali territoriali e la rete degli Informagiovani, ponendosi come preziosa
interfaccia tra le istituzioni ed i giovani.
I Comuni e le Provincie sono i
naturali partners della rete della comunicazione, per garantire che
l’informazione sia completa e presente anche nei comuni più piccoli.
Le attuali politiche sociali a disposizione dei giovani hanno
dimostrato nell’ambito del nostro territorio una manchevolezza e un
disinteresse da parte dei giovani. Esiste una carenza di qualsivoglia forma di
documento nazionale (legge o circolare o altro) ci si deve rifare alla
conoscenza pratica di un approccio concreto verso i giovani. Per questo si
tratta di raccogliere a livello locale un meccanismo di “strutture – servizi”
destinati a dare risposta alle crescenti domande informative dei giovani, nelle
quali un’équipe di Enti Locali (capeggiate da un amministratore per ente) può
svolgere un doppio impegno:
1. di raccolta, catalogazione, messa a disposizione
(attraverso materiale cartaceo, riviste, strumenti informatici, video, ecc.) il
massimo possibile di informazioni relative a tutto ciò che può interessare i
giovani (attraverso un portale);
2. accogliere i giovani, verificare il tipo di
bisogni e mettere a loro disposizione le informazioni, in modo non asettico ma
partecipato.
L’assenza di legittimazione a livello nazionale –
nell’ambito delle politiche giovanili - che dovrebbe
riconoscere ed istituzionalizzare questo servizio
unitamente ad altre modalità di intervento quali gli Informagiovani sono
soggetti esclusivamente a riferimenti normativi (leggi) o amministrativi
(delibere o circolari) di livello regionale.
Tutto ciò ha un che di assurdo se si correla la situazione
italiana con quanto sta avvenendo a livello
europeo:
- l’apertura del primo centro di informazione rissale alla
fine degli anni Sessanta quando in un
quartiere periferico di Bruxelles sorse il bisogno di
offrire ai figli degli emigrati concrete possibilità di ambientamento e
inserimento in una realtà a loro estranea. Da allora i centri di informazione
giovani si sono enormemente diffusi in Europa. Tra le esperienze maggiormente
consolidate troviamo il Belgio, la Francia, la Spagna, i Paesi Bassi, la
Danimarca ed il Portogallo;
- nel 1986 nasce l’Associazione Europea per l’informazione
e la consulenza dei giovani denominata ERYICA2 a cui aderiscono tutti i
coordinamenti nazionali di riferimento per gli Informagiovani, con l’obiettivo
della promozione e cooperazione europea in materia di informazione e
orientamento ai giovani (nel 1991 diventa Agenzia);
- nel dicembre 1993 - a seguito della Raccomandazione n. 7
del Consiglio d’Europa del 1990
in materia di informazione e consulenza per i giovani in
Europa - viene adottata a Bratislava dalla IV° Assemblea Generale dell’Agenzia
Europea per l’informazione e la consulenza per la gioventù una Carta Europea
dell’Informazione per i giovani, ora in fase di revisione;
- nel 2001,
a conclusione di un lungo lavoro di consultazioni,
incontri e confronti durato oltre un anno con i giovani dei vari paesi, viene
pubblicato il documento Un nuovo impulso per la gioventù europea. Libro
Bianco della Commissione europea nel quale, a più riprese, è posto
l’accento sulla centralità dell’informazione come strategia per favorire la
crescita di partecipazione sociale dei giovani e del senso di appartenenza
all’Europa.
In Italia non solo manca una legge ma non esiste neanche
un coordinamento nazionale (e quindi neanche un elenco ufficiale con indirizzi
e riferimenti) al punto che ufficialmente le strutture informative per i
giovani non sono rappresentate negli organismi europei. Non esistono criteri
condivisi per l’attivazione e gestione di questo tipo di servizi, né ancor meno
per il monitoraggio e la valutazione così come non si dispone di nessun
riscontro di carattere nazionale circa l’utilizzo dei servizi esistenti. In
sostanza ci si trova davanti a tanti aspetti di debolezza.
Questo porta pertanto ad una mancanza che è il momento di
cogliere.
La precarizzazione dell’accesso al lavoro e la sua
instabilità, limitano le prospettive di autonomia nel progetto di vita che
dovrebbe caratterizzare il passaggio per i giovani all’età adulta,
condizionando l’atteggiamento rispetto all’assunzione di responsabilità.
Obiettivo delle politiche degli enti locali, oggi, deve
diventare il rafforzamento delle risorse dedicando attraverso qualche
amministratore addetto anche alle Politiche Giovanili e non rivolga un percorso
che incentivi le qualità individuali attraverso:
v
dei laboratori delle conoscenze
(indispensabili per la partecipazione attiva e lo scambio di una reciprocità)
v
coinvolgendo i giovani nei processi
decisionali nell’utilizzo informativo.
L’integrazione delle politiche locali e con opportuni
strumenti è strategia fondamentale per realizzare tale obiettivo.
Per tale motivo il Comune di Ficarolo si fa da promotore
per un progetto che coinvolgerà e metterà a disposizione a tutti i comuni con i
seguenti obiettivi :
v
sviluppo di un portale locale costruito interamente
dai giovani (costruire dei forum dei sondaggi, promuovere inserimento di
articoli)
v
integrarli in un percorso di orientamento e
formativo con altri enti pubblici e non
Realizzare una progetto potrebbe diventare un segno di una
direzione da dare alle nuove generazioni cioè che è possibile localmente
lavorare contemporaneamente nelle due direzioni prima indicate per creare
valore. Queste prospettive verranno integrate in tutti gli enti locali con un
approccio democratico alle informazioni tramite fasce di utenti (giovani appartenenti
ad ogni comune) utilizzatori a cui sarà fatto un debito corso di formazione.
Le informazioni che potremmo avere dal ritorno informativo
di tale approccio potrebbero aumentare la conoscenza nei confronti di una
realtà piuttosto debole e offrire spunti di riflessione e confronto e
probabilmente rendere più forte la nostra visibilità nel territorio.
Per questo motivo chiedo alle realtà territoriali il
compito di accettare e condividere un progetto testimone per i nostri giovani
cercando di dedicare qualche risorsa per questo utile e indispensabile
obbiettivo
RILEVATO
CHE
- è opportuno mettere in rete i Portali Giovani esistenti
per garantire una comunicazione diffusa, coordinata e integrata
- la rete, per essere uno strumento efficace, deve:
v
contenere,
tendenzialmente, tutte le aree di interesse dei giovani
v
essere radicata nel
territorio
v
assicurare una informazione veritiera ed
aggiornata
v
essere condivisa dai soggetti fornitori
dell'informazione
I FIRMATARI SI IMPEGNANO A
v
valorizzare i Portali Giovani delle Provincia e
dei Comuni quali strumenti primari per la comunicazione, nei rispettivi
territori e offrire un servizio ai Comuni.
v
attivare collegamenti di rete mediante link tra
i Portali Giovani della Provincia e dei Comuni
v
istituire un “comitato di coordinamento
generale”, che predisporrà le linee guida a cui attenersi e che avrà funzione
di monitoraggio, valutazione di efficacia e di impatto del Portale Giovani, per
ottimizzarne la gestione.
v
istituire un coordinamento tra le redazioni dei
Portali Giovani degli enti firmatari per coordinare ed integrare l'informazione
v
predisporre la verifica e il monitoraggio
periodico dell'efficacia e della qualità della comunicazione presente nella
rete e la penetrazione presso i giovani
v
valorizzare gli Informagiovani presenti nel
territorio e promuoverne la costituzione, quali poli della rete
dell'informazione e della comunicazione, come tramite con i Portali Giovani
Consigliere Nuove Tecnologie
Sara Furini