Comune di Ficarolo

Provincia di Rovigo

Il sistema dei beni culturali e ambientali e i caratteri paesaggistici

Le ricerche archeologiche svoltesi nel corso degli anni hanno consentito di ricostruire gli accadimenti naturali e le vicende umane in questo territorio. Nell'area alto polesana le prospezioni in superficie, verificate con gli scavi, hanno portato all'individuazione, in particolare nei comuni di Melara e Castelnovo Bariano, di importanti siti archeologici databili tra la fine del Bronzo antico ed il Bronzo medio-recente. Il più antico fra questi è quello di Canàr, a Castelnovo Bariano, molto importante per l'approfondimento delle dinamiche insediative in relazione all'ambiente naturale. I risultati delle analisi hanno delineato un'immagine del territorio in cui prevalevano aree paludose con estesi specchi d'acqua, che sfumavano in praterie seguite da una presenza abbastanza consistente di zone boschive con salici, ontani, carpini e querce.
Importante legame che gli insediamenti umani ebbero con l'antico corso del Tartaro, il cui tracciato attuale nel Polesine è artificiale e coincide con il Canal Bianco, sembra essere testimoniato dai ritrovamenti rinvenuti in comune di Castelnovo Bariano riconducibili all'età del Bronzo e ai ritrovamenti di probabile età romana nei pressi di Bergantino. La fascia rivierasca del Po tra Ficarolo e Gaiba è invece nota per insediamenti romani. Alle precedenti scoperte di tombe romane ad incinerazione in località Bassantina ed alle indagini condotte a Chiunsano, si sono aggiunti i ritrovamenti a Vegri, alle Mariane, la scoperta di un sepolcreto di età altomedievale in località Chiesazza e a Vela una villa rustica.
Le indicazioni geomorfologiche hanno fornito importanti indicazioni per la conoscenza dell'evoluzione del territorio. Questi elementi sono stati supportati da conferme provenienti dalla fotografie aeree che hanno messo in luce i segni delle azioni del fiume e degli interventi dell'uomo sul territorio.
Lo studio delle forme e degli aspetti della superficie terrestre riesce a cogliere nei lievi dislivelli del terreno significative trasformazioni avvenute nel corso dei secoli: le strade in posizione rilevata, i centri abitati a forma di ventaglio situati a qualche metro al di sopra della campagna. Queste lievi differenze di quota sono testimonianza delle possibili condizioni morfologiche che il territorio poteva avere in passato ed ora non più presenti per l'azione di agenti erosivi e per gli interventi dell'uomo. Le foto aeree contribuiscono a fornire delle indicazioni per identificare le tracce che vengono lasciate dalle strutture sepolte, naturali ed antropiche. Le strutture sepolte possono contribuire a definire del terreno il colore, il grado di umidità, la vegetazione, oltre che l'altimetria stessa. La differenza di colorazione che si riscontra nelle foto aeree data per esempio dalla presenza di un paleoalveo, mette in evidenza il vecchio tracciato: le parti chiare rappresentano i sedimenti più grossolani, le sabbie, con un determinato potere riflettente, la parte più scura è invece legata alla presenza di sedimenti più fini, argillosi e torbosi che stanno ad indicare i depositi nelle ultime fasi del paleoalveo, legate alla sua estinzione.
Esempi delle modifiche subite dal corso d'acqua nel corso dei secoli sono ad esempio quelle presenti nella porzione di territorio compresa tra Ficarolo e Occhiobello, il paleoalveo localizzabile nei pressi del corso dell'attuale fiume Po, poco ad est dell'abitato di Stienta ed il cui andamento sinuoso è ripercorso dalla strada che collega il paese a Fiesso Umbertiano, o ancora le tracce un percorso d'acqua coincidente con l'attuale Scolo Poazzo che attraversa gli abitati di Piacentina e Canaro. Al corso del fiume Po ed ai suoi rami fluviali estinti sono frequentemente associate anche strutture di deposito originate in seguito al verificarsi di rotte fluviali, i cosiddetti ventagli di esondazione. Tali strutture sono solcate da un sistema di canali distributivi, i canali di rotta, che consentono l'allontanamento delle acque di piena e la ridistribuzione del sedimento trasportato.
Il sistema ambientale del fiume e dei suoi rami unitamente al paesaggio agricolo circostante mette in evidenza i consistenti interventi subiti per opera dell'uomo, dei cui passaggi storici nella presente relazione non è possibile dare conto. Le poderose arginature che sovrastano le rive dirigono e governano il naturale andamento del corso d'acqua. È infatti nei tratti in cui il corso d'acqua scorre pi tranquillo e nelle sue anse, che è possibile osservare una vegetazione particolarmente interessante.
Degli antichi boschi golenali non è rimasto quasi nulla, ad eccezione dei pioppi e dei salici bianchi presenti negli isolotti del fiume.
Solo la golena di Bergantino mantiene abbastanza integre le sue caratteristiche naturali ed è caratterizzata da un bosco ripariale, costituito essenzialmente da Saliceti arborei a Salice bianco con sottobosco erbaceo e fitte macchie di Indaco bastardo e da molti esemplari di Pioppo bianco e nero. Occorre infatti discendere il Po fino a Salara e Ficarolo per trovare qualche macchia arborea naturale o seminaturale nella golena, in quanto il resto di queste aree è intensamente coltivato.
La fauna ittica si presenta con forme stanziali che compiono tutto il loro ciclo biologico in acqua dolce, e forme migratrici che compiono viaggi dal fiume al mare e viceversa. Vi sono numerosissimi anfibi e rettili. Per la fauna ornitologica sono presenti lungo il corso del fiume uccelli che amano stanziare preferibilmente gli ambienti delle valli o quelli costieri. È possibile inoltre incontrare, tra i piccoli mammiferi, i ricci e le nutrie.
Nel territorio di Ficarolo sono presenti piccole isole con vegetazione naturale nella porzione pi ùa monte del tratto golenale, mentre in prossimit del meandro è situata l'isola di Tontola, oasi floristica e faunistica. Tra Gaiba e Stienta si trova lagolena del Bonello caratterizzata da estesi campi di mais, frutteti e pioppeti con pochissima traccia della precedente vegetazione ripariale.

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