Comune di Ficarolo

Provincia di Rovigo

Il Grande Fiume Po

Si tratta di un itinerario affascinante, per il quale è consigliato l'uso di una bicicletta, per entrare in armonia con l'ambiente che ci circonda, magari durante una giornata di sabato o domenica pomeriggio quando sulla sommità arginale è interdetto il traffico agli autoveicoli.
Tramite l'Eridania, trasferiamoci a Salara, alla cui altezza, a sinistra, un viale alberato ci condurrà in cima all'argine. È un'emozione unica salire quassù in cima, respirare l'aria del Po, aprire gli occhi e scoprire orizzonti così diversi da quelli delle campagne che ci circondano. Sarà forse la presenza dell'acqua, la maestosità del grande fiume, lo scrosciare dell'infrangersi delle piccole onde sulle rive, ma l'animo improvvisamente si abbandona ad un grande relax, facendoci dimenticare della paura che esso incute nei periodi di piena.
In questo punto il fiume ha un andamento particolarmente sinuoso e vivace, con ampie golene ed isole, se poi siamo in estate il fiume sembra quasi sottomesso alla terra, esso deve curvare, insinuarsi tra le lingue di sabbia che sembrano volerne fermare il corso.
Proseguendo verso Ficarolo, sulla sinistra, notiamo Ca' Polesine, un'antichissima corte, già esistente nel Medioevo, anche qui si combatté molto durante la Guerra del Sale tra Ferrara e Venezia. La borgata è costituita da un'ampia corte agricola, con un bel palazzo dotato di torre attorniato da numerosi rustici. Più avanti c'è l'immenso complesso industriale dell'ex Zuccherificio, circondato da aree verdi.
In mezzo al Po, tra i pioppi, intravediamo un'isola consistente, coperta di una ricca vegetazione selvaggia, composta in gran parte da pioppi e salici, ricca ne è anche la fauna. Sulla sinistra ritroviamo Vallicella, zona di campagne, con case, alberi, canali e chiesette. Procedendo incontriamo il paese di Ficarolo, del quale passo dopo passo possiamo scorgere affascinanti vedute panoramiche.
In questo tratto il Po sembra calmarsi, ritrovare un andamento uniforme e tranquillo, finché non incontra altri ostacoli che ne rallegrano il corso. Siamo arrivati in Tontola, antica terra di pescatori, dove si trova il grande Ponte sul Po eretto negli anni '70 e l'altra antica corte Braie-Castellazzo, ora Malaguti, anch'essa dotata di oratorio.
Prepariamoci ora a scendere l'argine, andiamo nell'area dove si trovano alcuni imbarcaderi e abbandoniamo le biciclette per proseguire a piedi il tragitto. Attraversiamo il bosco di pioppi quasi privo della luce diretta del sole, sino ad arrivare sulla riva del Po. Qui inizia una sottile diga artificiale, invasa ormai dagli arbusti. Quando il Po non è in piena questa consente il transito, e numerosi sono i pescatori che si appostano in questa zona, mentre non è raro vedere folti gruppi di austriaci o arrivati dai paesi dell'est effettuare battute di pesca al siluro, che nei loro paesi rappresenta una grande specialità culinaria.
Dopo qualche minuto di camminata, possiamo abbandonare il passaggio artificiale per scendere sulla spiaggia, che d'estate attira anche qualche turista amante della privacy e della tranquillità, trovando anche elementi in comune con il mare: sole battente, sabbia bianca, ma un bagno nell'acqua è però vivamente sconsigliato. Proseguendo arriviamo alla nota Isola Boschina, decantata da cacciatori e pescatori come la "Buschina".
L'odore dell'acqua e il cinguettare degli uccelli ci mettono in un'atmosfera giusta; le sponde sono a picco qualche metro sul fiume, ma esistono punti in cui si può agevolmente passare, sempre prestando la massima attenzione. Passeggiando sui sentieri, indirizziamoci verso la parte dove la vegetazione è più rada, e, volgendo lo sguardo alla sponda opposta del Po, notiamo la grande idrovora dell'impianto delle Pilastresi e la foce del Panaro, unico affluente del Po all'altezza del Polesine. Andando qua e là si ha l'impressione di essere su di un altopiano, su una terrazza sul Po. Servirebbe molto tempo e la compagnia di una persona esperta e capace per far gustare in tutta tranquillità questo insieme quasi paradisiaco: vaste radure di erba, ampie spiagge, gruppi di alberi e fitti cespugli. È tutto così diverso rispetto ai giardini del paese, qui l'unico artefice è la natura, che ha creato un ambiente unico, fantastico che l'uomo rispetta e conserva. La curiosità ci spinge ad andare avanti, ma non sempre è possibile proseguire, vuoi anche per la vegetazione incredibilmente fitta, che ci fa dimenticare di essere nel Polesine, ma che ci fa viaggiare con la mente in luoghi lontani. Qui non è certo difficile fare incontri con diverse varietà di uccelli, con innocui serpentelli o con piante poco diffuse.
Questo territorio dopo essere stato oggetto di studi è stato dichiarato area naturale, ma non ancora protetta, e si spera che ciò possa avvenire, poiché si tratta di un ambiente tra i più ricchi e peculiari del Polesine, e che anche per questo va valorizzato e salvaguardato.

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